Il Centro di Riabilitazione Equestre Girolamo De Marco (C.R.E.) ha ospitato dal 15 al 17 giugno il secondo workshop internazionale del progetto EQUEST, un’importante occasione di confronto tra professionisti e realtà europee attive nel campo della riabilitazione equestre. L’incontro ha rappresentato un momento significativo di approfondimento dedicato all’evoluzione delle metodologie, degli strumenti e delle prospettive future degli interventi assistiti con il cavallo.
L’evento ha riunito esperti, operatori e partecipanti provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Spagna e Polonia, favorendo uno scambio diretto di esperienze e competenze sulle più innovative pratiche applicate al mondo equestre e alla formazione.
Tra i momenti di maggiore interesse, la presentazione del Metodo Rastaban, ideato da Alessio D’Andrea, illustrato attraverso un approccio integrato che ha combinato approfondimenti teorici e dimostrazioni pratiche con il coinvolgimento diretto del cavallo e dei partecipanti al workshop.
Durante la sessione teorica, D’Andrea ha illustrato i principi fondanti del metodo, basato su una lettura sistemica della relazione uomo-cavallo e sull’utilizzo di strumenti oggettivi di valutazione finalizzati al miglioramento del benessere, della comunicazione e della performance del binomio. Particolare attenzione è stata dedicata all’osservazione del linguaggio corporeo, alla biomeccanica del movimento e all’analisi delle risposte fisiche ed emotive di cavallo e cavaliere.
La successiva dimostrazione pratica ha permesso ai partecipanti di osservare l’applicazione concreta delle metodologie sviluppate all’interno del Metodo Rastaban. Grande interesse ha suscitato l’impiego della fotocamera termica, utilizzata per rilevare variazioni di temperatura superficiale e individuare eventuali aree di infiammazione o sovraccarico muscolare nel cavallo, offrendo così un prezioso supporto alla valutazione preventiva del suo stato di benessere.
Un ulteriore elemento innovativo è stato l’utilizzo della pedana baropodometrica per l’analisi dell’appoggio, della distribuzione dei carichi e degli equilibri posturali del cavaliere. Questo strumento consente di individuare eventuali asimmetrie o squilibri funzionali che possono influire sulla qualità della monta e sulla comunicazione con il cavallo, permettendo di programmare interventi mirati di correzione e miglioramento.
La dimostrazione è stata arricchita anche dall’impiego di sistemi di videovalutazione con software cinematici, che consentono un’analisi dettagliata del movimento del binomio cavallo-cavaliere. L’elaborazione delle immagini e lo studio dei parametri biomeccanici permettono di individuare criticità, compensazioni motorie e margini di miglioramento, offrendo dati oggettivi a supporto dell’osservazione tecnica.
I partecipanti hanno così potuto assistere in tempo reale alla raccolta e all’interpretazione dei dati, comprendendo come l’integrazione tra osservazione etologica, analisi biomeccanica e tecnologie avanzate possa contribuire a una valutazione sempre più completa e accurata del binomio.
L’interesse suscitato dall’incontro ha confermato il valore innovativo del Metodo Rastaban nel panorama degli sport equestri, della formazione e della riabilitazione, evidenziando come il dialogo tra esperienza pratica, ricerca scientifica e tecnologia possa aprire nuove prospettive per il miglioramento della relazione uomo-cavallo.
Il workshop ha rappresentato un importante momento di scambio internazionale e di diffusione delle buone pratiche promosse dal progetto EQUEST, all’insegna dell’innovazione, della sostenibilità e della valorizzazione delle competenze nel settore equestre europeo. Il percorso proseguirà con il terzo workshop internazionale, che si terrà in Polonia nei prossimi mesi.


